La Russia dichiara la fine delle restrizioni nucleari dopo la scadenza del trattato New START

RS-24 Yars – missile balistico intercontinentale russo, equipaggiato con MIRV e armato con testate termonucleari
RS-24 Yars – missile balistico intercontinentale russo, equipaggiato con MIRV e armato con testate termonucleari

Il trattato New START, ultimo accordo ancora in vigore sul controllo delle armi nucleari tra Russia e Stati Uniti, è scaduto alla mezzanotte del 5 febbraio, ponendo fine a oltre cinque decenni di restrizioni formali sui più grandi arsenali nucleari del mondo.

In una nota diffusa il 4 febbraio, il Ministero degli Affari Esteri russo ha affermato che Mosca non si considera più vincolata ad alcuna limitazione relativa alle armi nucleari a seguito della scadenza del trattato. Secondo il comunicato, con la fine dell’accordo le parti “non sono più vincolate da alcun obbligo né da dichiarazioni simmetriche nel contesto del trattato, comprese le sue disposizioni centrali, e sono, in linea di principio, libere di scegliere i propri prossimi passi”.

Il ministero ha inoltre aggiunto che la Russia è pronta ad adottare “contromisure militari-tecniche al fine di eliminare potenziali ulteriori minacce alla sicurezza nazionale”, dichiarando al contempo di restare aperta “alla ricerca di soluzioni politiche e diplomatiche per stabilizzare in modo complessivo la situazione strategica”.

Complesso ferroviario di missili da combattimento 15P961 ‘Molodets’, con il missile balistico intercontinentale (ICBM) 15Zh61. Foto: Wikimedia
Complesso ferroviario di missili da combattimento 15P961 ‘Molodets’, con il missile balistico intercontinentale (ICBM) 15Zh61. Foto: Wikimedia

La fine di un pilastro della stabilità nucleare

Ufficialmente noto come Trattato START-3 sulla riduzione e limitazione reciproca delle armi offensive strategiche, l’accordo è stato firmato nel 2010 ed è entrato in vigore nel 2011, diventando uno dei principali pilastri della cosiddetta stabilità nucleare globale. Il testo prevedeva limiti rigorosi, tra cui un tetto di 1.550 testate nucleari strategiche per ciascuna parte, oltre a meccanismi di verifica reciproca.

Il trattato sarebbe dovuto scadere originariamente nel 2021, ma è stato prorogato di cinque anni a seguito di un’intesa tra il presidente russo Vladimir Putin e l’allora presidente statunitense Joe Biden. Questa proroga unica ha mantenuto l’accordo in vigore fino a febbraio 2026, senza che fosse negoziato un nuovo strumento sostitutivo.

Firmato a Praga nel 2010 dagli allora presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev, il New START era l’ultimo trattato a imporre limiti legali agli arsenali strategici delle due maggiori potenze nucleari.

Bomba nucleare B61-12. Foto: Wikimedia
Bomba nucleare B61-12 statunitense. Foto: Wikimedia

Con la sua scadenza e in assenza della firma di un nuovo accordo sostitutivo, il mondo entra, per la prima volta in oltre 50 anni, in una fase priva di qualsiasi regime giuridico di controllo diretto sugli arsenali nucleari strategici di Washington e Mosca.

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Fonte e immagini: Telegram @MID_Russia. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione

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